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5 giorni fa

Fisiomedik

Giovedì 📚e i falsi miti da sfatare, oggi chiariremo alcuni punti fondamentali sul Pilates.

I falsi miti da sfatare subito🖐🏻
Quante leggende circolano intorno a questa disciplina! Cerchiamo di sfatare i falsi miti e capire quali, invece, sono alcuni dei benefici reali che questa tecnica straordinaria ci può davvero offrire.

🔸NON È SOLO UNA MODA
Questa affermazione è la più sentita. È effettivamente diventato “di moda” dagli anni ’90 grazie alle celebrità che lo praticano, ma nasce intorno agli anni ’20 e non sembra certo in procinto di scomparire!

🔸NON È UNO SPORT RISERVATO ALLE DONNE
Il metodo nasce da una necessità del suo ideatore che era rachitico e asmatico... ed era un uomo! In più il Pilates fu sviluppato per la riabilitazione dei feriti di guerra. Fu usato inoltre da Pilates per allenare quello che sarebbe diventato il campione dei pesi massimi, anch’esso uomo!

🔸 NON SERVE SOLTANTO PER DIMAGRIRE
Si sente spesso dire: «Vorrei iscrivermi a un corso di Pilates per perdere qualche chilo di troppo». Ottimo, ma riduttivo. Il metodo Pilates, non essendo una disciplina aerobica, non consente di bruciare i grassi in eccesso, ma si rivela perfetto associato a una dieta e ad attività come la corsa o il nuoto, poiché permette un’ottima tonificazione di tutta la muscolatura, modellando e rimettendo in forma il corpo e la mente, con un lavoro “su misura” che aiuta anche a ritrovare flessibilità e armonia muscolare.
Gli esercizi riducono il girovita perché attivano il muscolo addominale traverso, quello più profondo tra le fasce addominali.

🔸 NON È UNA GINNASTICA PER SOLI ANZIANI
Anche se non è uno sport estremo e rientra tra le ginnastiche dolci, il Pilates non è una pratica leggera o noiosa, utile solo per rilassarsi, ma serve anche per un vero e proprio potenziamento muscolare.
Il metodo Pilates viene considerato una ginnastica dolce perché, come detto, comporta movimenti lenti e ponderati e il controllo costante della respirazione.
Ciò non significa però che sia una ginnastica poco efficace e con effetti poco visibili. Tutt’altro!!
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2 settimane fa

Fisiomedik

Gonatrosi : l'artrosi del ginocchio.

❓Che cos'è
Si tratta di una malattia degenerativa progressiva, caratterizzata dalla perdita di cartilagine articolare, che si assottiglia e va lentamente lesionandosi, con conseguente perdita di movimento e rigidità articolare.

Si presenta con dolore costante e persistente. Il dolore al ginocchio è inizialmente avvertito soprattutto dopo vari sforzi, e tende a diminuire col riposo. Tuttavia, col trascorrere del tempo, esso può aumentare fino a diventare cronico e condurre ad una scarsa funzionalità articolare.

La malattia solitamente progredisce e peggiora le condizioni del paziente, con conseguente insorgenza di veri danni alle articolazioni 😖.

❓Chi colpisce
Colpisce soggetti di mezza età, anziani, ma anche i più giovani, a causa di traumi o precedenti interventi. Può essere causata anche da sovrappeso o malattie reumatiche.

❓Come può essere curata
Innanzitutto riducendo ogni attività che può peggiorare il disturbo, come ad esempio la corsa, perdendo peso se si è in sovrappeso, in questo modo si riduce ad esempio il carico sulle ginocchia.

👉🏻Un trattamento molto ultile è la chinesiterapia in quanto rinforza i muscoli, aumenta la flessibilità del ginocchio, riducendo la pressione sullo stesso, attraverso esercizi specifici per questa articolazione. Essa è un valido aiuto per migliorare ed eseguire al meglio le varie attività quotidiane, e ridurre la sintomatologia dolorosa fin dalle prime sedute.

Tra le terapie indicate troviamo la magneto terapia e la tecar terapia, che agiscono all'interno dell'articolazione stessa, di supporto alle terapie strumentali e manuali, il Taping neuromuscolare (vedi foto), una metodica non invasiva e non farmacologica che attraverso l’applicazione di un nastro adesivo ed elastico con particolari caratteristiche meccaniche fornisce una stimolazione in grado di creare spazio tra i tessuti, favorire il metabolismo cellulare, attivare le naturali capacità del corpo di auto guarigione e normalizzare la propriocezione neuromuscolare.

❓Tu ne soffri
❓Cosa hai fatto per stare meglio

Raccontacelo nei commenti 📥
Se ti va puoi approfondire l’argomento nel link in basso ⤵️

https://www.fisioterapiaitalia.com/risultati-ricerca/?key=Artrosi
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2 settimane fa

Fisiomedik

📚Ecco alcuni miti da sfatare sull’esercizio fisico
Da "non ho più l'età per fare ginnastica" a "non ho mai tempo per allenarmi": cosa dicono le ricerche scientifiche, in breve:

🧐La maggior parte dei medici e delle ricerche scientifiche concordano sul fatto che l’esercizio fisico sia importante per stare meglio, sia fisicamente sia mentalmente. Inserire qualche ora di attività fisica durante la settimana può essere complicato e molti trovano scuse, talvolta piuttosto creative, per non farlo.

1. “Un tempo ero in forma💪🏻, non serve continuare a fare attività fisica”

Purtroppo non funziona così: i benefici che si ottengono rimangono tali solo se si mantiene un programma costante di allenamento. Se si riduce l’attività fisica o la si interrompe del tutto, si perdono i benefici iniziali. Il consiglio è di mantenersi in esercizio per tutta la vita, modulando l’attività fisica in base all’età e alle proprie condizioni di salute, magari cambiando di tanto in tanto allenamento e sport per trovare nuovi stimoli e interessi, senza correre il rischio di annoiarsi e di lasciar perdere.

2. “Essere in piedi 🕺🏻tutto il giorno non equivale a fare attività fisica vera e propria”

Chi fa un lavoro che richiede di rimanere in piedi per buona parte della giornata è sicuramente più attivo di chi ha un lavoro sedentario, che costringe a rimanere per molte ore davanti alla scrivania. Essere per lo più in piedi nel corso della giornata aiuta ma non è abbastanza.

3. “Chi ha una malattia cronica 🙍🏽dovrebbe evitare di allenarsi”

Non è così: diverse ricerche scientifiche hanno segnalato come muoversi e mantenersi in forma possano contribuire a migliorare le proprie condizioni, anche nel caso di tumori e problemi cardiocircolatori. L’attività deve essere naturalmente calibrata in base alle proprie condizioni e non deve comportare sforzi eccessivi. Prima di iniziare un nuovo sport o allenamenti molto faticosi è consigliabile consultarsi con il proprio medico, in modo da avere un parere o farsi indirizzare verso uno specialista, come un fisioterapista.

4. “Non ho più l’età👵🏻 per fare ginnastica”

È una scusa che usano in molti, ma le ricerche ci dicono che l’invecchiamento non riduce le possibilità di fare attività fisica, almeno fino ai 95 anni circa. Resistenza e forza possono essere aumentate anche dalle persone anziane, seguendo esercizi adatti a loro e che non comportino stress eccessivi per le articolazioni. Sono quindi più indicati gli eserciti aerobici e per migliorare l’equilibrio, soprattutto dai 65 anni in su.

5. “Corro 🏃🏻‍♂️una volta alla settimana, ma non è abbastanza”

Anche solo una corsa alla settimana offre qualche beneficio al nostro organismo, quindi non è necessario farne un’ossessione. Si stima che con 50 minuti di corsa alla settimana con una velocità media intorno ai 10 chilometri orari si possano ridursi significativamente diversi rischi per la salute, che comportano una morte prematura.

6. “Non sto bene🤒, non dovrei allenarmi”

Con febbre, spossatezza e dolori articolari causati da una malattia temporanea è meglio non scherzare troppo: saltare una sessione di esercizi una volta ogni tanto non comporta nulla di grave. L’importante è non prolungare troppo il periodo di inattività, per evitare di perdere l’abitudine e le normali routine di allenamento.

...A giovedì prossimo con un nuovo mito da sfatare Teresa Meraglia
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2 settimane fa

Fisiomedik

𝑳’𝒊𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒏𝒛𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒓𝒊𝒂𝒃𝒊𝒍𝒊𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒏𝒆𝒍 𝒑𝒓𝒆 𝒆 𝒑𝒐𝒔𝒕 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒗𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒎𝒆𝒏𝒊𝒔𝒄𝒆𝒄𝒕𝒐𝒎𝒊𝒂.

☝🏻Nella foto di oggi, vi mostriamo una parte del lavoro di rinforzo e potenziamento muscolare, che stiamo facendo su un paziente che deve sottoporsi ad un intervento di meniscectomia, nello specifico il paziente sta eseguendo un esercizio isometrico del quadricipite associato all’ elettrostimolazione.

𝙿𝚎𝚛𝚌𝚑é è 𝚒𝚖𝚙𝚘𝚛𝚝𝚊𝚗𝚝𝚎 𝚕𝚊 𝚛𝚒𝚊𝚋𝚒𝚕𝚒𝚝𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚗𝚎𝚕 𝚙𝚛𝚎-𝚒𝚗𝚝𝚎𝚛𝚟𝚎𝚗𝚝𝚘?

📈E’ attualmente provato che per ottimizzare e velocizzare il recupero post-operatorio bisogna effettuare una specifica riabilitazione pre-operatoria.

In quanto l’immobilizzazione preintervento provoca una netta riduzione del trofismo muscolare e rigidità articolare.
Con il fisioterapista si imposterà un trattamento specifico e personale sul tipo di intervento da affrontare; mirato al mantenimento articolare e potenziamento muscolare degli arti inferiori.

𝚀𝚞𝚊𝚕𝚒 𝚜𝚘𝚗𝚘 𝚐𝚕𝚒 𝚘𝚋𝚒𝚎𝚝𝚝𝚒𝚟𝚒 𝚍𝚎𝚕𝚕𝚊 𝚛𝚒𝚊𝚋𝚒𝚕𝚒𝚝𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚗𝚎𝚕 𝚙𝚘𝚜𝚝𝚘𝚙𝚎𝚛𝚊𝚝𝚘𝚛𝚒𝚘?

L’obiettivo principale è quello di poter riportare il paziente ad un livello di attività fisica il più simile possibile a quello pre-lesione, ottenere un recupero completo dell’articolarità, della forza muscolare e del controllo neuromuscolare.
Ovviamente questi obiettivi sono individualizzati e tengono conto del tipo di trattamento chirurgico, del morfotipo, della compliance del paziente e delle eventuali patologie correlate.

Il recupero del tono e del trofismo muscolare procede per gradi, con contrazioni isometriche nell’immediato post-operatorio, ciò permette un rinforzo muscolare e, al tempo stesso, non sollecita eccessivamente l’articolazione; fino ad esercizi più complessi e di specificità, nelle settimane successive.

Nella fase precoce la riabilitazione mira a risolvere l’edema derivante dall’intervento, avvalendosi della crioterapia e di una precoce mobilizzazione passiva. Viene insegnato al paziente il carico protetto, che deve essere concesso il più precocemente possibile sempre nel rispetto dei tempi biologici di guarigione dei tessuti, per ridurre al minimo l’ipotrofia muscolare e per il ritorno ad un normale pattern del passo.

💆🏻‍♀️IL FISIOTERAPISTA struttura programmi personalizzati, che rispondono ad esigenze personali e alla risposta individuale alla terapia, nei quali il paziente partecipa in modo assolutamente attivo. Provvede a monitorare i progressi e eventualmente a migliorare l’aspetto fisio-terapeutico adattando gli esercizi alle nuove esigenze, fino ad un recupero totale dell’arto interessato.
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3 settimane fa

Fisiomedik

Il Giovedì📚 e i “MITI DA SFATARE”, oggi è il turno di un argomento a me molto caro:
“ Scoliosi e sport”

Su questo tema scoliosi e sport, si è detto e scritto di tutto ma,ancora oggi, le idee non sono perfettamente chiare, soprattutto tra i non addetti ai lavori 🚧.


☝🏻Facciamo per prima cosa un po’ di chiarezza sui termini di “Scoliosi” e “Atteggiamento scoliotico”. Mentre la prima è una patologia caratterizzata da una deviazione del rachide che costringe le vertebre a inclinarsi lateralmente e a ruotare con una conseguente deformazione della gabbia toracica, nota come gibbo, il secondo non comporta deformazioni permanenti, tant’è che quando il paziente è disteso non si osserva alcuna alterazione.

Fatta questa premessa, vediamo in che misura l’attività fisica può influenzare la “ storia” di una scoliosi. Ebbene, se nel caso di un atteggiamento scoliotico sono tutti concordi nell’ affermare che qualsiasi attività motoria che tenda a tonificare la muscolatura posteriore e anteriore del tronco è decisamente consigliata, quando si è di fronte a una scoliosi “vera“ occorre avere alcune precauzioni ma bisogna anche sfatare alcuni pregiudizi. In quest’ottica cerchiamo di rispondere alle domande che piu frequentemente ci vengono poste dai genitori con figli affetti da scoliosi.

🔸Con la scoliosi si può fare sport?

La scoliosi soprattutto se lieve o moderata non controindica nella maniera più assoluta la pratica di un attività sportiva qualunque essa sia. Ciascuno sport ha i suoi pregi ed i suoi difetti, ma non ce ne sono di assolutamente vietati, o di vivamente raccomandati. Semmai si potrebbe discutere sulle modalità con cui viene effettuato lo sport. Un soggetto affetto da scoliosi infatti dovrebbe evitare un attività agonistica spinta cosi come è assolutamente controindicata una vita sedentaria.

🔸E' vero che lo sport piu indicato è il nuoto?

Un tempo si diceva che il nuoto rappresentava un valido metodo di cura grazie alla sua specifica caratteristica di essere praticato fuori forza di gravità, ed inoltre perche permette uno sviluppo armonioso e globale di tutto l’apparato muscolare ed in particolare della muscolatura che “sostiene la colonna“.
Per anni migliaia di bambini sono stati iscritti ai corsi di nuoto, lo sport che sembrava l'unico vero rimedio per la scoliosi. Non è così, il mito del nuoto quale toccasana contro la scoliosi è ormai sfatato da tempo, anzi, una pratica intensa del nuoto, rende la colonna vertebrale più mobile e di conseguenza più "deformabile".

☝🏻Ad esempio si è visto che durante la fase di galleggiamento, specie quando si è sulla superficie dell’acqua in posizione prona, per evitare che le gambe affondino, occorre per forza di cose accentuare la lordosi lombare, una situazione già ben presente nei soggetti scoliotici, e che influisce negativamente sull’ evoluzione di questa malattia. Durante le bracciate, poi, si è costretti a effettuare un movimento in rotazione che va a favorire ulteriormente la torsione delle vertebre già implicate nella scoliosi.

⚠️Ciò non significa che il nuoto sia controindicato, anzi come tutti gli sport non crea problemi purchè lo si pratichi con criterio. Aggiungerei anche che tra i vari “stili“ quello piu indicato è il dorso mentre sarebbe meglio evitare la “rana“ o il “delfino“.

🔸L'attività sportiva è un alternativa alla “ginnastica medica”?

In caso di scoliosi è sempre utile effettuare della ginnastica medica (più comunemente detta “correttiva”) che deve essere individualizzata per ogni singolo paziente.
La ginnastica medica si propone due obbiettivi: costruire un “corsetto neuro-muscolare” per offrire un maggiore controllo ed una migliore stabilità della colonna; creare automatismi riflessi di correzione da integrare nei movimenti globali. Proprio in quest’ottica la ginnastica medica non puo essere considerata come un alternativa all’ attivita sportiva.

🔸E’ possibile praticare lo sport quando la scoliosi è in trattamento con un corsetto?

Quando la scoliosi manifesta un carattere evolutivo per cui diventa necessario l’impiego di un busto ortopedico sorge spontanea la domanda: si può ancora praticare sport? Con il corsetto è possibile fare non tutti ma molti tipi di sport; è meglio continuare a fare le cose che piacciono, purché ci si curi bene e si porti bene il corsetto e si faccia bene la ginnastica che compensa gli effetti negativi del corsetto.
Sappiamo che non tutti la pensano così, ma i vantaggi psicologici e morali dell’attività preferita consentono spesso di affrontare con maggiore serenità e tranquillità i tanti sacrifici che una cura per la scoliosi impone

••• In conclusione, la problematica sport e scoliosi può essere cosi riassunta:
per chi ha la scoliosi lo sport in generale fa più bene che male, è più utile che inutile.
Detto questo, le scelte poi vanno viste caso per caso con il proprio medico e fisioterapista.

Save the date➡️ non perderti Giovedì prossimo, il nostro appuntamento con la rubrica “MITI DA SFATARE”.
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3 settimane fa

Fisiomedik

Buon anniversario a noi 3 anni di Fisiomedik San Mango D’Aquino🎉🎉🎉🎉

Tre anni intensi di attività, soddisfazioni umane e professionali che ci permettono di guardare con ottimismo al futuro. Un’intera comunità che ci ha accolto con calore facendo del nostro centro, un punto di riferimento per l’intero hinterland di San Mango D’Aquino.

Un grazie di cuore❤️ per averci scelto e per la fiducia che riponete nelle competenze professionali del nostro staff.
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3 settimane fa

Fisiomedik

🔸Dolore al collo e alle spalle.

🟢Emicrania e/o mal di testa cronico
Rigidità dei muscoli mandibolari, bruxismo.

🔸Movimento limitato o blocco della mandibola.

🟢Ticchettio, scoppiettio o stridore doloroso nell’articolazione mandibolare quando si apre o si chiude la bocca.

🔸Un morso che sembra “debole”.

🟢Dolore all’orecchio, pressione e/o ronzio nelle orecchie.

🔸Compromissione dell’udito.

🟢Capogiri e problemi di vista.

Questi sintomi possono a volte essere legati ai disordini dell’ATM (articolazione temporo mandibolare). In molti casi il dolore, il mal di testa e gli altri sintomi associati ai disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare possono rapidamente migliorare se trattati precocemente.

Cosa si può fare❓

È necessario in primo luogo fare una corretta diagnosi del problema alla ricerca di una o più cause, al fine di procedere con il trattamento fisioterapico più opportuno. Ricercare successivamente l’equilibrio tra mandibola e capo attraverso la rieducazione muscolare e articolare che si avvale di particolari trattamenti manuali finalizzati alla gestione e/o risoluzione del dolore, al recupero della funzione articolare e muscolare del sistema masticatorio e cervicale, alla correzione posturale.

👆🏻Nel nostro studio, eseguiamo trattamenti sicuri e non invasivi per i disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare che influiscono sul corretto funzionamento del corpo. I trattamenti sono eseguiti presso lo studio di San Mango D’Aquino e Campora San Giovanni.

Per maggiori info ℹ️ contattaci al 3207730002
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4 settimane fa

Fisiomedik

San Francesco di Sales disse:
“Ciò di cui abbiamo bisogno è una tazza di comprensione, un barile di amore e un oceano di pazienza”.

E noi di pazienza ne abbiamo avuta molta e ben ripagata direi🤩

Trattamento con RPG Souchard di una scoliosi e di un dorso curvo giovanile.
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1 mese fa

Fisiomedik

Oggi è Giovedì e quindi è il giorno dei “Miti da sfatare” partiamo da alcuni concetti fondamentali che i pazienti devono sapere sulla fisioterapia.

Perciò Sfatiamooooooooo 🌪

🔸1 Mito: Ho bisogno di una prescrizione medica per andare dal fisioterapista.

Realtà: Accesso alla Fisioterapia. Per Accesso alla Fisioterapia si intende “la possibilità per la Persona di consultare un fisioterapista per la valutazione ed il trattamento per accesso diretto”, cioè la capacità per l’utente di rivolgersi in maniera autonoma ad un fisioterapista senza aver l’obbligo di esser stato visitato precedentemente da altri o senza che gli sia stato suggerito l’accesso al fisioterapista da un altro professionista sanitario. Con tale modalità, la persona ha accesso diretto al fisioterapista senza invio da parte di terzi, si evitano quindi passaggi intermedi che possano allungare le tempistiche dell’iter valutativo-terapeutico e il fisioterapista decide liberamente la condotta da adottare e ne assume la responsabilità.

🔸2. Mito: La fisioterapia è dolorosa.

Realtà: Niente di più sbagliato, o meglio, sarebbe più corretto dire che ogni tanto il dolore si puó sentire, senza che ciò comporti un danno o un pericolo per il nostro corpo.
Inoltre non provare dolore non significa che non si stia lavorando abbastanza, anzi.
Un sondaggio afferma che il 71% delle persone che non sono mai andate dal fisioterapista pensa che la fisioterapia sia dolorosa, quella percentuale scende in maniera importante tra le persone che sono state da un fisioterapista negli ultimi 12 mesi.

🔸3. Mito: Il fisioterapista fa solo massaggi.

Realtà: I fisioterapisti fanno molto di più che massaggiare i muscoli. Moltissimi hanno le competenze per valutare problemi potenziali prima che questi possano portare ad infortuni o condizioni disabilitanti: dalla sindrome del tunnel carpale alla capsulite di spalla, dal mal di testa cronico alla lombalgia solo per nominarne alcune.

🔸4. Mito: Ogni professione sanitaria può svolgere la fisioterapia.

Realtà: Sebbene il 42% delle persone sappia che la fisioterapia può essere svolta solo da un professionista laureato (o con titolo equipollente), il 37% crede ancora che anche altre figure possano praticare la fisioterapia.

🔸5.Mito: L’intervento chirurgico è la mia unica salvezza.

Realtà: In molti casi, supportati dalla letteratura scientifica, la fisioterapia si è dimostrata più efficace, o ugualmente efficace, della chirurgia per moltissime condizioni: dalle lesioni della cuffia dei rotatori alle discopatie della colonna vertebrale, dalle lesioni meniscali ad alcune patologie di ginocchio. Le persone che hanno consultato un fisioterapista negli ultimi anni conoscono questi vantaggi, infatti il 79% di queste crede che la fisioterapia possa essere una valida alternativa alla chirurgia in molti casi.

🔸6.Mito: La fisioterapia non viene coperta dalle assicurazioni.

Realtà: Moltissime polizze assicurative possono coprire totalmente o in parte le cure erogate da un fisioterapista. Consigliamo di leggere attentamente le vostre polizze e in caso di contattare la vostra assicurazione per accertarvi di averne diritto. Le assicurazioni infatti si stanno sempre più rendendo conto che il lavoro dei fisioterapisti può diminuire i loro costi per esami radiologici o cure farmacologiche non necessarie per esempio.

🔸7.Mito: Senza prescrizione specialistica non posso scaricare la fattura

Come ogni anno in prossimità della scadenza di giugno si ripresentano i dubbi di qualche CAF o consulente fiscale sulla detraibilità delle spese sostenute per le prestazioni fisioterapiche erogate alla Persona in libera professione.

In merito AIFI ha già dal 2012 informato adeguatamente anche le forze dell’ordine e i CAF, al fine di garantire il Cittadino. L’Agenzia delle Entrate con la circolare 19/E del 1 giugno 2012 – pag. 15, ha corretto la posizione adottata nel 2010.
All’Utente è consentita la detraibilità della spesa fisioterapica allegando soltanto la parcella del professionista da cui risulti la prestazione effettuata, anche in assenza di prescrizione medica.
Succede ancora che qualche CAF richieda invece la prescrizione medica, si tratta di una richiesta non legittima.

Se hai altri dubbi o vuoi qualche altro chiarimento, scrivici in privato o nei commenti ⤵️⤵️⤵️
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